L’attività del surf concorre a stabilire equilibrio e coordinazione in chi la pratica. Pronti al take-off? Pronti a cavalcare la cresta dell’onda?

Concentrazione, coordinazione ed equilibrio. Se vogliamo, il surf, nell’intento di raggiungere il benessere psicofisico si avvicina molto alle discipline orientali o allo yoga. Paradossalmente, invece, si tratta di un’attività sportiva che produce adrenalina pura.

Direttamente Dalla Polinesia, di generazione in generazione

Volendo dare qualche cenno storico, furono i polinesiani nel 18° secolo a inventare il surf. Una tradizione che si tramandava di generazione in generazione fino all’arrivo dei colonizzatori statunitensi. Il contatto con le popolazioni locali ebbe poi un impatto terribile. Gli autoctoni furono sterminati a causa delle malattie da loro importate e così si correva alto il rischio di perdere l’usanza. Di conseguenza, del surf rimasero solo gli scritti elaborati dai primi che esplorarono quelle terre; documenti che fortunatamente sono arrivati fino ai giorni nostri e in particolare agli inizi del 20° secolo. È in quest’epoca che il surf ha conosciuto il suo exploit definitivo.

Fu lo statunitense e campione olimpico pluridecorato Duke Kahanamoku a decretarne il successo. Questo anche grazie alla sua brillante attività cinematografica, che gli consentì di diffondere la pratica del surf ad ampio raggio lungo le coste degli States.

Le principali “manovre”

Per assimilare la tecnica di base si raccomanda di frequentare un corso. Molte scuole danno la possibilità di prendere in prestito l’attrezzatura e questo è utile se non si è ancora certi di voler effettuare l’investimento.  Qui, per dare un’idea, vogliamo elencarvi le mosse principali. Probabilmente la manovra cruciale è il take-off, ovvero la partenza sull’onda, che prevede di remare con forza di braccia verso il flutto e di mettersi in piedi una volta presa velocità. A seguire troviamo il bottom-turn, la curva che il surfista compie per tornare sulla parete dell’onda che può essere eseguita in front side (con il busto rivolto verso l’onda) o in back side, con le spalle che danno sulla parete.

Abbigliamento e attrezzatura

Se state pensando di iniziare a cercare la vostra onda perfetta non si può ignorare lo strumento del “mestiere”: la tavola! Se ne trovano di tutti i tipi in circolazione. Una volta erano più diffuse in legno mentre oggi non si ha che l’imbarazzo della scelta potendo optare fra materiali come il poliuretano espanso, la resina o la fibra di vetro. Troviamo tavole shortboard e longboard, rispettivamente di lunghezze che vanno dagli 1,5 ai 2,1 m e fino agli 8 m. Le short, strette e sottili, vanno per la maggiore fra i surfisti più navigati mentre le longboard sono più larghe, caratteristica che facilita la stabilità soprattutto di chi si sta avvicinando alla disciplina.

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